40) Bloch. Dallo sguardo verso l'alto allo sguardo in avanti.
Ormai la religione tradizionale e la fede in un Dio trascendente
sono tramontate, appartengono al passato. Ma la speranza non 
morta. Dalla ricerca del Deus absconditus a quella dell' homo
absconditus.
E. Bloch, Ateismo nel cristianesimo.

 Cos lo sguardo verso l'avanti ha sostituito lo sguardo verso
l'alto. Tutti gli antichi sentimenti che nella religione trovavano
l'impiego e l'alto battesimo, quali l'umilt, il genuflettersi
davanti ai principi ed il mendicare nella preghiera, anzi come
preghiera, ora costituiscono, nel migliore dei casi, soltanto
oggetti di ricordo. E la stessa speranza, quest'affetto pi
propriamente biblico, per il suo servilismo  ormai indegno di noi
ogni qualvolta esso rende servi e guarda alla manna che cade dal
cielo. Nel suo levarsi che trascende essa non pu ricevere
elemosina, non pu avere alle spalle l'umana nullit imposta dal
cosiddetto peccato originale, non pu essere sovrastata dalla
grazia dominatrice che non solo secondo Lutero  immeritata.
Certamente dove vi  speranza ivi  anche religione, ma dove vi 
religione non  presente una speranza che non sia trasposta
ideologicamente, che sia edificata dal basso verso l'alto.
Speranza, in che cosa? Alla questione senza dubbio non solo le
parti teocratiche della Bibbia continuano a dare alle pure nature
l'eterna risposta. e gioia eterna sar sul loro capo.
Essa risplende de profundis, e la luce umana del tutto viene
utopicamente svelata, scaturendo quivi chiarissima dal de
profundis dell'umana profondit e non dell'umana bellezza. Il
sogno di una cosa, proprio in questa sua estrema conseguenza
utopica e quindi apocalittica emergerebbe dunque dalla linea della
speranza che pi gli  propria, e nel peggiore dei casi, quando
cio gli  pi estranea ed eteronoma, si risolverebbe in una
fantasia. Questo senso non antiquato e non teocratico fa
distinguere le tracce reali del novum biblico, dell'Esodo e del
Regno da ogni altezza estranea all'uomo. E qui si precisa la
speranza di quell'eredit possibile nella religione che non
svanisce con il dio morto. Contro il semplice divenire fattuale e
conformemente alla speranza si attribuirebbe quindi alla
rappresentazione di Dio un futurum come qualit dell'essere, che
la differenzierebbe da ogni altra immagine divina. Ecco la cosa
per noi, il mondo per noi nel sogno di una cosa senza Dio ma con
la sua essenza speranza: questo mondo guarda soltanto nella
prospettiva fronte, apertura, novum, ultima materia dell'essere,
essere come utopia. Tale prospettiva non richiede perci e non
sopporta alcun inno di lode, ma il: quel luogo - io voglio; / ed
in me confido di poi e nel mio piglio. / Aperto giace il mare,
nell'azzurro / salpa la mia nave genovese (poesia su Colombo di
Nietzsche); tutto ci si lega all'esperimento della nostra storia
umana. E richiede fino alla fine di trovare questo, di trovare il
giusto, per amore del quale conviene vivere; essere organizzati,
avere tempo: verso ci noi andiamo, e la fantasia scolpisce i
cammini che danno le forme, costruiamo dentro l'azzurro, ci
costruiamo nell'azzurro e cerchiamo l il vero, il reale, dove
svanisce il mero fattuale -incipit via nova  (Spirito
dell'utopia, Geist der Utopie, 1918). Non vi sono segreti pi
lontani e nello stesso tempo pi prossimi di quello dell' homo
absconditus nel mondo stesso carico del suo reale mistero, nel suo
proprio problema reale, nel come-mai, nel perch, nell'a-che-
scopo del suo essere. Non solo in noi, e per la nostra conoscenza
del mondo, queste domande sono irrisolte nella loro parte pi
profonda, ma nel mondo stesso e nel processo che gli  proprio; ed
attendono una risposta che porti all'identico.
E. Bloch, Ateismo nel cristianesimo, Feltrinelli, Milano, 1983 6,
pagine 325-326.
